BONUS CONDIZIONATORI 2026
Grazie al Bonus Condizionatori fino al 31/12/2026 è possibile usufruire della detrazione fiscale (al 50% per le prime case con fissa dimora e al 36% per le seconde case) per l’installazione dei sistemi a pompa di calore che possano garantire efficienza energetica elevata. Sono esclusi gli apparecchi fissi di raffrescamento che non possano fornire anche riscaldamento invernale.
È valido sia per una nuova installazione che sostituisca il vecchio impianto che per un intervento di ristrutturazione edilizia o una manutenzione straordinaria.
Per poter usufruire della detrazione il pagamento deve essere solamente attraverso un bonifico postale o bancario parlante, ossia il bonifico utilizzato per le detrazioni edilizie e deve riportare:
- Codice fiscale del beneficiario;
- Codice fiscale e partita iva dell’installatore;
- Causale del versamento
In caso di finanziamento sarà l’ente finanziario a occuparsi del pagamento al fornitore avendo cura di utilizzare il bonifico richiesto e il cliente ha l’obbligo di conservare la documentazione del prestito e la ricevuta bancaria.
Il requisito necessario per poter agevolare i costi è la conservazione della dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore abilitato ai sensi del DM 37/08 che certifichi che le lavorazioni siano state eseguite a regola d’arte, utilizzando materiali conformi alle norme e disposizioni di legge e abbia tenuto conto delle prescrizioni tecniche necessarie per il risparmio energetico. La categoria richiesta deve essere A+ o superiore per garantire la capacità di produrre calore in modo efficiente e non far ricadere l’apparecchio in un bene di consumo ordinario.
È obbligatorio e necessario la registrazione telematica all’Enea entro 90 giorni dall’installazione e l’archiviazione per 10 anni di tutta la documentazione (di.co, fattura, pratica Enea, scheda tecnica della macchina, bonifico parlante)
La detrazione avviene in 10 quote annuali di pari importo con obbligo di registrazione nella dichiarazione dei redditi. È a carico del contribuente verificare la propria capienza fiscale per evitare che ecceda l’Irpef e rischiare di perderla, in quanto non può essere utilizzato come credito nell’anno successivo e non può essere rimborsata.